Sabrina Piras | 2° Classificato - Studenti

Sabrina
Piras

Vincitori

1° Classificato

Studenti

Pareti viventi è un sistema di piastrelle da rivestimento per ambienti esterni ispirato alle forme del decostruttivismo. Il progetto è volto alla decorazione delle pareti verticali urbane, come i muri nei parchi, con lo scopo di fornire un luogo di riparo dalle intemperie ai piccoli insetti presenti nella fauna urbana.
Le piastrelle sono infatti progettate con delle cavità rivestite di materiali naturali in linea con le strutture dei Bugs Hotel. Le cavità sono organizzate e distribuite nel design del pattern tridimensionale della piastrella in modo da formare una struttura raccolta così che le varie zone si coprano l’una con l’altra una volta assemblate.
Le piastrelle sono pensate in ceramica smaltata, in una produzione, per la quale si stimano i 50 euro a piastrella, che prevede l’utilizzo di uno stampo e una lavorazione manuale per le cavità e i loro rivestimenti nonché la quantità di materiale utilizzata per ciascuna.

Vincitori

Pensare per fare...

Think to do


Pietro Avenia | 1° Classificato - Studenti

Pietro
Avenia

Vincitori

1° Classificato

Studenti

Introduzione e contesto
Il progetto nasce dal tentativo di trovare un punto di incontro tra due elementi che sono stati tenuti in considerazione durante l’intero corso della progettazione: lo street furniture, argomento già ampiamente trattato dai designer a livello internazionale, e l’artigianato sardo, visto come legate nel progetto e spunto di ricerca e ispirazione. A monte dell’attività progettuale, nell’ottica di una progettazione globale e internazionale, si è cercato di dare risposta principalmente a due domande:
- Cosa serve alle persone nelle città che non ci sia già o che si possa migliorare
- Come è possibile mediante l’utilizzo dell’arredo urbano modulare lo spazio all’interno delle città in modo da dare alle persone degli strumenti utili e utilizzabili
Per comprendere appieno il progetto è necessario definire il contesto di utilizzo scelto per la creazione di uno scenario all’interno del quale andare a progettare. È stato scelto di lavorare all’interno delle zone di passaggio nei centri storici delle città. Questo contesto tiene conto della moltitudine di attori e attività che si possono incontrare e, di conseguenza, offre importanti spunti di progettuali.
Il progetto
La soluzione che viene qui presentata riguarda un insieme di elementi modulari intercambiabili che mediante la loro composizione, possibile in svariati modi diversi, va a costituire una serie di arredi capaci di adattarsi a diversi contesti di utilizzo.
La serie è costituita da diversi moduli, con funzioni diverse, che vengono descritti di seguito:
Modulo seduta
- Modulo seduta singolo
- Modulo seduta due posti
- Modulo seduta con schienale
Moduli di collegamento
- Modulo 90 gradi
- Modulo 30 gradi
- Modulo triangolare 120 gradi
Moduli speciali
- Modulo alto-tavolino
I moduli descritti presentano diverse altezze così da creare movimento all’interno della composizione e allargare le possibili attività da svolgere (tavoli dove poter studiare, panchine con schienale...).
In questo modo ogni progetto si può adattare alle diverse esigenze dello spazio e/o si può consentire la creazione di micro-spazi all'interno del contesto della città.
La particolarità del progetto sta proprio nella possibilità di combinare i diversi moduli a piacimento in base alle esigenze specifiche del sito di istallazione. Non si tratta quindi, nel caso di questo progetto, della creazione di un prodotto ready-made ma piuttosto della ideazione di un sistema-prodotto capace di adattarsi a diversi contesti e ambienti e che possa in questo modo offrire soluzioni di utilizzo sempre diverse e coerenti con le richieste degli utilizzatori. Ogni progetto ha quindi le proprie caratteristiche, che cambiano grazie alla standardizzazione e alla varietà dei moduli.
In un'ottica di espansione si può prevedere l'upgrade andando a progettare singolarmente degli ulteriori moduli che rispondano a richieste specifiche individuate dopo la prima fase di utilizzo del prodotto.

Vincitori

Pensare per fare...

Think to do


Luca Usai | 3° Classificato - Professionisti

Luca
Usai

Vincitori

3° Classificato

Professionisti

Ispirazione
La pietra e il ferro, l’uomo e la natura. Sulla base di questi binomi nasce l’idea progettuale di un manufatto che vuole essere la sintesi di un rapporto sempiterno, l’espressione contemporanea di un oggetto di uso comune costituito da pietra e ferro, generato dalla natura e dall’uomo. Altro non sono che la stessa materia: quella primordiale.
La scelta di utilizzare questi due materiali è principalmente legata al forte significato che essi assumono nella storia della Sardegna:
“…le pietre incidono dunque profondamente sulla vita e sulla sorte dei Sardi, ma sopratutto sono il cardine fisso del paesaggio: le lunghe veni di basalto, di trachite, di granito, di calcare, germogliate da violenti cataclismi, si diramano per tutta l’Isola, ne determina il carattere, la fisionomia e la sostanza”.
Marcello Serra, Sardegna quasi un Continente, 1958
Anche la lavorazione dei metalli in Sardegna risale a epoche antiche, già intorno al VI millennio a.C. si fa risalire la prima attività di estrazione dell’ossidiana, passando per l’epoca nuragica di cui è ricca la produzione di manufatti dovuta alla diffusione delle conoscenze metallurgiche e la tecnica mineraria. Fino ad arrivare ad epoche più recenti in cui l’attività mineraria ha segnato in modo rilevante interi territori, basti pensare per esempio a tanti toponimi legati a tale attività e al suo lascito.Da questi presupposti ispiratori si è voluto reinterpretare l’oggetto di uso più comune nell’arredo urbano, la panchina. Una reinterpretazione che vuole rispondere sia ad un esigenza d’uso specifica, ed allo stesso tempo essere in grado di raccontare i caratteri più profondi e arcaici della Sardegna, secondo l’approccio artigianale ed ecosostenibile. La scelta della panchina inoltre, è dovuta anche al fatto che tra gli elementi di arredo urbano è quella che più di tutti rappresenta universalmente il luogo di sosta dello spazio collettivo, dove il tempo si dilata e le persone ritrovando i propri ritmi naturali in sintonia con ciò che li circonda.
“La panchina è un luogo di sosta, un'utopia realizzata. È il margine sopraelevato della realtà, vacanza a portata di mano. E anche il posto ideale per osservare quello che accade.”
Beppe Sebaste, Panchine, 2008

Progetto
L’arredo urbano è composto da due parti distinte assemblate a secco tra loro: il basamento in pietra e la seduta in acciaio; la prima sarà lavorata dai blocchi con tagli meccanici e rifinita mediante l’uso di lame, dischi o macchine da taglio; la seconda componente, la lamiera, prevede l’impiego dell’acciaio recuperato opportunamente tagliato meccanicamente su misura e pressopiegato a disegno, lucidato e rifinito.
La seduta è prevista in due varianti in base al contesto di utilizzo (urbano e naturalistico) ed entrambe comprendo ulteriori elementi di corredo (cestino e totem).

Processo di produzione
Il modello di produzione segue un impostazione basata sul riciclo e recupero dei materiali, derivanti da risorse che possono essere:
• sfridi di cava quali sottoprodotti dell'attività estrattiva;
• scarti metallici di strutture e/o di impianti industriali dismessi;
• riutilizzo degli stessi materiali di cui è composto l’oggetto una volta giunto a fine vita.
Tutta la filiera produttiva diventa quindi sostenibile e di tipo circolare, scegliendo solo risorse, in questo caso le “materie prime-seconde”, che vengono riciclate e reintrodotte nei cicli di produzione.
Per tanto nella prima fase il materiale riciclato viene scelto sulla base di caratteristiche che lo rendono idoneo alla tipologia di arredo urbano che si deve ottenere (seduta, cestino, totem etc.). La fase successiva alla cernita sarà quella in cui gli elementi selezionati vengo sottoposti ai trattamenti necessari alla fase di produzione vera e propria del manufatto, quali: pulizia, rettifica dei piani di appoggio e di seduta, per le parti in pietra; taglio, sverniciatura, pulizia e rettifica per le componenti metalliche.
La fase di produzione consiste principalmente nel trattamento superficiale della pietra, con pulitura della superficie attraverso nebulizzazione d’acqua a bassa pressione o sabbiatura controllata e trattamento finale con prodotti protettivi. Si passerà poi alla creazione delle “asole” con taglio meccanico, dove verrà inserita e fissata la seduta in acciaio. Quest’ultima segue un processo di lavorazione in cui è prevista la piegatura delle lamiere a disegno, fino ad ottenere il profilo desiderato; successivamente ci sarà la fase di finitura con lucidatura, zincatura e verniciatura.

Modalità d’uso
L’installazione delle panchine essendo monolitiche viene fatta semplicemente appoggiandole al suolo, la stabilità è quindi garantita dal peso proprio della panchina. Tale sistema di posa permette inoltre una maggiore flessibilità dello spazio, in quanto all’occorrenza possono essere rimosse e/o spostate riconfigurando lo spazio stesso.
Per quanto riguarda l’utilizzo, come precedentemente descritto, esistono due scenari possibili quello urbano in cui l’oggetto può essere installato singolarmente o in cluster a seconda che si tratti di un marciapiede, un viale o una piazza: il secondo scenario è quello naturalistico dove la panca può essere installata singolarmente o in abbinata, come per esempio in un punto panoramico, un sentiero o attorno ad un tavolo di un area picnic.

Vincitori

Pensare per fare...

Think to do


Pannozzo/Fornari | 2° Classificato - Professionisti

Pannozzo
Fornari

Vincitori

2° Classificato

Professionisti

NAMI – il termine “onda” in lingua giapponese - nasce dalla volontà di proiettare il “saper fare” sardo nel mondo attraverso la trasformazione di “semplici” fenomeni naturali in gesti e atti dalla forte artigianalità. L’idea è quella di reinterpretare le azioni dell’acqua e del vento che, forti della loro costanza e tenacia, sono addirittura in grado di plasmare e modellare la roccia; questa reinterpretazione parte dalla forma pura e semplice di un parallelepipedo regolare – un cubo - che piano piano perde la propria rigidezza e austerità per diventare un elemento molto più fluido e dinamico.

NAMI è un prodotto eco-friendly basato sull’economia circolare; la scelta del materiale utilizzato infatti è ricaduta su un filamento per stampa 3D composto da polveri di marmo completamente riciclate e bio-resine atossiche catalizzate mediante raggi UV. Questo approccio consente di evitare il processo di smaltimento complesso (di cui l’intera filiera è fortemente caratterizzata) e dal costo sempre più elevato portando grandi benefici all’ambiente che ci circonda; sfruttando questi materiali di scarto provenienti dalle comuni lavorazioni del marmo nelle cave sarde, infatti, si riducono fortemente gli sprechi salvaguardando l’ecosistema e le risorse naturali dell’isola. Il legame tra terra e manufatto prende così vita e si materializza in una commistione di contemporaneità e tecniche artigianali che lo rendono un pezzo unico: una volta ottenuto il pezzo stampato in 3D è compito della maestria dell’artigiano sardo caratterizzarlo tramite una lavorazione specifica basata su scanalature, incisioni e/o rigature, bocciardatura, spazzolatura o altro ancora. Il percorso produttivo nasce così da una macchina e si completa con le mani sapienti degli artigiani sardi.

NAMI vuole essere un elemento semplice ma in grado di portare con sé una grande variabilità funzionale, tipologica e formale; l’idea infatti è quella di avere un elemento “base” in grado di modellarsi e modificarsi a seconda delle esigenze. Questo grande “sasso”, infatti, in taluni casi è una semplice seduta mentre in altri si trasforma in dissuasore del traffico, gioco o landmark, a volte diventa sorgente luminosa puntiforme mentre altre volte in luce d’atmosfera, un comune portabici oppure un vaso per il verde. La sua composizione è stata pensata per permettere alla municipalità la variazione più completa dell’oggetto e affrontare con risposte semplici, economiche ed efficaci le esigenze della collettività.
Per occhi poco attenti NAMI è solo un oggetto, per altri è una bellissima opportunità.

Vincitori

Pensare per fare...

Think to do


Carlo Allegri | 1° Classificato - Professionisti

Carlo
Allegri

Vincitori

1° Classificato

Professionisti

La storia dei cesti sardi affonda le radici in un passato lontano e ricco di tradizioni. Tramandata di generazione in generazione l’arte dell’intreccio delle fibre vegetali è una delle espressioni artistiche più affascinanti dell’artigianato isolano. Forme e dimensioni dei cestini variano in base alla tecnica, all’uso cui sono destinati, al luogo di produzione e al tipo di materiale utilizzato.
I motivi più popolari con cui sono abbelliti questi oggetti sono le rose oppure la stella.
E con il decoro a stella che è nato il progetto: un decoro antico ma estremamente elegante ed attuale.
Una panchina in conglomerato di granito sardo, di forma circolare (come i cesti), senza schienale, con due decori, da collocare nelle piazze per stimolare il dialogo e le interazioni sociali: per lasciarci alle spalle le distanze fisiche e a rimettere al centro le relazioni.

Vincitori

Pensare per fare...

Think to do